Cassazione S.U. – Rifiuto a sottoporsi all’esame alcolemico nel caso in cui il veicolo appartenga ad un terzo

repubblica_italianaLa Corte di Cassazione Penale e’ ritornata a occuparsi di rifiuto a sottoporsi all’esame alcolemico con la sentenza n. 46624/2015 emessa a Sezioni Unite

Con la sentenza n. 46624/2015, pronunciata dalle Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione, si chiarisce il contrasto di giurisprudenza circa l’applicazione dell’art. 186, comma 7, CdS nel caso in cui il veicolo appartenga ad un terzo.

Al quesito “Se, nel caso di rifiuto a sottoporsi all’esame alcolemico previsto dall’art. 186, comma 7, del codice della strada, il rinvio operato dalla norma all’art. 186, comma 2, lettera c), è limitato al trattamento sanzionatorio ivi previsto per la più grave fattispecie di guida in stato di ebbrezza o sia esteso anche alla previsione del raddoppio della durata della sospensione della patente di guida qualora il veicolo appartenga a persona estranea al reato” la Suprema Corte ha stabilito che la durata della sospensione determinata del massimo (2 anni) NON deve essere raddoppiata, per l’appartenenza dell’autovettura a persona estranea al reato.

“Il rinvio alle «stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lett. c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione», contenuto nel secondo periodo del comma 7 dell’art. 186 cod. strada, dopo le previsioni relative alla sospensione della patente di guida ed alla confisca del veicolo, deve intendersi limitato alle sole ‘modalità e procedure’, contenute nell’art. 186, comma 2, lett. c), cod. strada, che regolano il sistema della confisca del veicolo, con esclusione del rinvio alla disciplina del raddoppio della durata della sospensione della patente di guida, qualora il veicolo appartenga a persona estranea al reato; conseguentemente, la durata della sospensione della patente di guida, quale sanzione amministrativa che accede al reato di rifiuto, compresa, ai sensi dell’art. 186, comma 7, secondo periodo, tra il minimo di sei mesi ed il massimo di due anni, non deve essere raddoppiata nel caso in cui il veicolo appartenga a persona estranea al reato”

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